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(grazie a Troise.net)
«Visto l'articolo 531 CPP dichiara non doversi procedere nei confronti di Berlusconi Silvio in ordine al reato di corruzione ascrittogli al capo A) limitatamente al bonifico in data 06-07 marzo 1991 perché, qualificato il fatto per l'imputato come violazione degli articoli 319 e 321 C.P. e riconosciute le circostanze attenuanti generiche, lo stesso è estinto per intervenuta prescrizione; visto l'articolo 530 CO.2 C.P.P. assolve Berlusconi Silvio dal reato di corruzione relativo al bonifico in data 26-29 luglio 1988 contestato al capo A) per non aver commesso il fatto; visto l'articolo 530 C.P.P. assolve Berlusconi Silvio dagli altri fatti di corruzione contestati al capo A) per non aver commesso il fatto; Visto l'articolo 530 CO.2 C.P.P., assolve Berlusconi Silvio dal reato di corruzione a lui ascritto al capo B) perché il fatto non sussiste»
potermi portare i miei avvocati in parlamento e in senato ha i suoi vantaggi. posso allungare i tempi dei processi e nel frattempo modificare le leggi. il falso in bilancio non è più reato, ottengo circostanze attenuanti e anche se dimostrato che ho dato 500 milioni a Squillante casualmente finisco prescritto. fine della storia con i giornali di ogni parte ("L'Unità" escluso) a dire al mondo che la persecuzione è finita.
anche oggi registriamo una battaglia persa. ma la guerra, quella non ancora...
AGGIORNAMENTO: altra condanna UE per l'abusivo utilizzo da parte di Rete4 delle frequenze assegnate nel '99 a Europa7 e indebitamente utilizzate da Fede e C. la replica di Mediaset lascia intendere il prossimo scenario: lo Stato (NOI, n.d.r.) pagherà le multe e risarcirà Europa7; Rete4 rimane dove sta. guerra sia?
AGGIORNAMENTO BIS: anche Inter e Milan beneficiano della depenalizzazione del falso in bilancio. la faccia come il culo di Gaetano Pecorella, l'uomo che ha fatto approvare la legge "salva ladri", per usarla poi in tribunale, è questa qua...

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la prima è che per lavoro non tornerò al mio amato mondo di parole e di bloggers adorati prima di giovedì, immagino... so che sopravvivrete. :-) non escludo che se per allora la prospettiva di Berlustronzo premier desse segnali di concretizzazione potrei non tornare più...
la seconda è un altra di quelle occasioni per cui adoro il mondo dei bloggers e la loro sensibilità: Erika deve volare. invece è trattenuta a terra da una di quelle malattie di cui non so tenere a mente il nome. ma i suoi occhi, quelli non li so accantonare. e nemmeno la consapevolezza che potrebbe essere figlia mia. passa sul suo sito e diffondi l'iniziativa, se ti va. sogno un milione di link al suo sito e qualche centinaio di migliaia di caffè non bevuti in suo onore. sogno sempre in grande, ma raramente sono deluso, non da questo mondo di persone vere...
la terza è che di quando in quando partorisco "cose" che finiscono qua. pezzi di me che mi va di condividere con chi ha tempo e voglia di posarci il mouse e clickare...
a presto
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sanno chi sono. sanno dove abito. hanno tracciati i miei cambiamenti di casa e sanno quante volte sono stato sposato. sanno quanto verso e quanto prelevo. spesso, dove spendo e per cosa.
sono bombardato da oltre 4.000 messaggi pubblicitari al giorno tra i quali faccio slalom, dribblando sorrisi e donnine discinte. grazie alla carta sconto che mi danno cosicchè non vada nella vicina Svizzera a far benzina sanno quanto consumo.
ma non basta... sanno quanti account di posta elettronica ho, a chi scrivo e di cosa. tracciano i siti che visito.
con la scusa dei premi (chi può resistere all'ultima collezione di piatti da pizza o al quarto telefonino in regalo?) strisciano la mia card al supermercato e sanno tutto quello che ho comprato o quanti rifornimenti ho fatto e dove li faccio.
se ordino un libro mi chiedono che professione faccio e guai a dichiararti "manager": i tuoi dati valgono fino a 8 euro se sei manager o dirigente. se sei operaio, due centesimi...
ogni volta che firmo la legge sulla privacy viene detto che possono cedere i miei dati a terzi e si avvia il vero mercato. sapere chi sono, cosa mangio, cosa fumo, classificarmi e rivendermi nuova merda di cui fino a ieri non sentivo affatto il bisogno.
caro copywriter, so che lo sai. so che sai che almeno una volta, per provare, acquisterò il nuovo formaggio speziato, se non io chi per me. strisceranno la card dei premi e poi la carta di credito e lo saprai.
sai che, sapendo chi sono e quanto sono appiattito, mi puoi vendere di tutto e io, ligio, acquisto. poca importa se non posso permettermelo o semplicemente non mi serve. io sono IL CONSUMATORE e il consumatore, si sa, consuma. esattamente quello che tu vuoi consumi.
a livello conscio io so che non avrò mai la famiglia del mulino bianco; so che dopo due mesi l'auto nuova sarà sorpassata. ma inconsciamente mangerò cracker da farine OGM e comprerò una stufa su ruote e per due mesi sarò soddisfatto. poi, di nuovo pronto all'inseguimento della felicità, un altro cracker e un'altra auto...
volevo aiutarti, copywriter: bevo solo caffè, quello della Sara, buono lui e pure lei; fumo sempre le stesse sigarette. mangio insalata, pane del fornaio e poca carne e poco pesce. la benzina la faccio ovunque, basta che costi meno che altrove. vesto di vestiti smessi da altri e i pochi capi nuovi non sono firmati. l'auto è la stessa da anni e mi piace così, ammaccata e sporca, che per andare da qua a là va più che bene. bevo acqua del rubinetto che è buona e fa fare plin plin. penso con la mia testa, non con quella di Fede o Vespa, piuttosto con l'aiuto di un amico blogger. disdegno le prove dei nuovi prodotti perchè sempre meno naturali, perchè copia di un prodotto identico cui hai cambiato la confezione...
guardami, copywriter: NON MI AVRAI. MAI...
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Berlusconi: Iniziamo male l'anno!
Dell'Utri: Perché male?
Berlusconi: Perché dovevano venire due [ragazze] di "Drive In" che ci hanno fatto il bidone! E anche Craxi è fuori dalla grazia di Dio!
Dell'Utri: Ah! Ma che te ne frega di "Drive In"?
Berlusconi: Che me ne frega? Poi finisce che non scopiamo più! Se non comincia così l'anno, non si scopa più!
Dell'Utri: Va bene, insomma, che vada a scopare in un altro posto!
Berlusconi: Senti, dice Fedele [Confalonieri] che devi sacrificarti (...). Devi venire qui!
Dell'Utri: No, figurati!
Berlusconi: Purché le tette siano tette! Truccate soprattutto bene le tette! (...) Grazie, ciao Marcellino!
Dell'Utri: Un abbraccio, anche a Veronica. Ciao!
Berlusconi: Anche a te e tua moglie, ciao!
(telefonata intercettata dalla Guardia di Finanza sul telefono di Marcello Dell'Utri a colloquio con Berlusconi nella sua casa ad Arcore, dove il Cavaliere festeggia il Capodanno con Confalonieri e l'allora presidente del Consiglio Bettino Craxi, ore 20.52 del 31 dicembre 1986)
a quanto pare va avanti così da un po'. io ce l'ho soprattutto con voi donne che vi buttate via in questo modo solo per andare in tv e che mal rappresentate l'universo femminile. che fine hanno fatto le ragazze di "Drive in"? a distanza di vent'anni nessuno le chiama più nemmeno solo per scoparle, figuriamoci mandarle in tv...
che siano questi i personaggi che dominano la politica (leggi, il nostro futuro) mi schifa parecchio. che ci siano ragazze in vendita per un'inquadratura mi schifa pure, mi indigna come uomo, mi terrorizza all'idea di avere una figlia...
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il papa che non va alla Sapienza (andrà al CEPU?)... Mastella fa cadere il governo... Berlusconi "al voto, al voto"... discariche abusive, nessun pericolo...
mentre l'informazione fa la sua parte, distrarre dai problemi reali (una famiglia su sette non ce la fa, ad esempio...), io apro il mio puzzle nuovo. il particolare del ponticello sullo stagno delle ninfee di Monet, che adoro... solo aprendo il pacchetto e distribuendo i pezzi mi rendo conto che il Maestro mi farà impazzire...
scientificamente comincio la divisione dei pezzi: tutti quelli che comporranno la cornice... poi cerco di separarli per colori e zone. capisco che le pennellate a volte sono date dal basso verso l'alto, altre volte dall'alto verso il basso...
la realizzazione di un puzzle complicato è una sfida. devi capirne i punti deboli e insistere su quelli. la sfida nella sfida è data dagli occhi che dopo un po' si perdono e non distinguono più le sfumature, i tratti, le forme particolari. a volte manca un pezzo, a volte semplicemente non lo vedi...
è così anche nella realizzazione di cose importanti. la vista d'insieme è bellissima, ma raggiungerla è un'altra storia. la pazienza, la determinazione, la capacità di guardare le cose da un'altra prospettiva o di ascoltare un suggerimento inaspettato, faranno la differenza.
nella vita, il mio puzzle da comporre è assumere la capacità di difendere il nostro portafogli; di usare le loro leggi per metterglielo in quel posto; tassello dopo tassello, quello che prima potevi solo cogliere nella tua mente, il quadro d'insieme, si svela ai tuoi occhi. sei stanco, oh se è vero che vorresti solo dormire e andare a pescare e sbattertene di tutto...
ma poi ti guardi allo specchio e sai che non ne avresti più il coraggio; prima di coricarti apri di nuovo la Sua cameretta e pensi che no, non merita un padre codardo... e ti ristori un po' prima di ripartire.
avrò il mio ponticello sulle ninfee appeso, lo giuro. lo so...
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Mercato S. Severino è un paese di poco più di 20.000 abitanti in provincia di Salerno. a vederlo dalla foto, non mi pare proprio avere la conformazione ideale per la raccolta differenziata porta a porta. invece, proprio a poche decine di km dalla tragedia campana, questo paese è un modello anche per molte zone del nord.
si differenziano oltre il 60% dei rifiuti i quali vengono smaltiti o riciclati e non, bada bene, gettati poi nella stessa fossa come avviene spesso. sentivo stamane il vicesindaco e un dirigente "WWF" sostenere che se i comuni fanno programmi seri e vi si attengono, la maggioranza dei cittadini (anche i campani, chi l'avrebbe detto!) aderiscono con entusiasmo. mi piace crederlo, lo credo certamente...
intanto 100 militari spalano sacchetti in provincia di Napoli e i 2400 netturbini pagati per non lavorare continuano a rimanere inutilizzati. mica li pagano per raccogliere 'a munnezz' ...
i laureandi in medicina nel frattempo hanno finalmente saputo come si fa carriera nella sanità: laurea, master, tirocini e praticantati non servono. basta essere parente della moglie di Mastella o di Mastella stesso. ma vedrai che anche di D'Alema o Casini va bene lo stesso, purchè sia disposto a spostarti. non hai parenti politici? pazienza, sarà per un'altra vita... forse ce la farai a farti assumere a Napoli quale netturbino se prometti un voto al duo Bassolino-Iervolino, o come autista di autobus, patente non richiesta, se voti Cammarata a Palermo...
è come dopo capodanno, passati i fuochi d'artificio e il senso di liberazione ora che Mastella è fuori, o quasi, e ritorna quel senso di "non cambia niente" che avevi il 30 dicembre? male...
la voglia di fare c'è. tu ne hai? se sì, prenditi 5 minuti e passa di qua. siamo i primi 150 adesori da tutt'Italia e ci stiamo lavorando seriamente. è un punto di partenza, un modo per contarci e cominciare a FARE senza troppi sbattimenti e senza più lamentarsi.
io ci credo...
e per capire l'effetto che potremmo avere con un movimento come questo, poichè un'immagine vale più di mille parole, eccola...

gli piacerà, vedrete...
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lui, la moglie, il consuocero, gli assessori dell'Udeur Luigi Nocera ed Andrea Abbamonte, il sindaco di Benevento dell’Udeur, Fausto Pepe, e il capogruppo Udeur alla Regione, Fernando Errico, e il consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro e altri venti amministratori dell’Udeur. "un mese fa era finito ai domiciliari l’unico sottosegretario dell’Udeur, Marco Verzaschi, per lo scandalo delle Asl a Roma, mentre un altro consigliere regionale campano, Angelo Brancaccio, era finito in galera prima dell’estate quando era ancora nei Ds, ma appena uscito di galera era entrato nell’Udeur per meriti penali" (Marco Travaglio)
rispetto la presunzione d'innocenza, ma nella mia libertà di parola, vi dedico questo inno...
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(grandissimi ComiComix, grazie mille...)
Sorridi...
anche oggi era accigliata. al lavoro le colleghe sembravano evitarla. a parte un veloce saluto da copione, magari con un cenno del capo, nessuno sembrava essere interessato alla sua magra esistenza.
sedette alla scrivania sbuffando sul mare di carte che la ricoprivano. "lavoro, lavoro, lavoro...", pensò.
affondò il mento tra le mani, i gomiti sul tavolo, e rimuginò sulla sua condizione. "non ho un uomo... non ho soldi... questo lavoro non mi piace... i colleghi sono stronzi... la macchina è da sistemare..." si riebbe solo quando il capo entrò senza bussare e, sorpresala, la fissò per un lungo momento, scuro in volto, e richiuse la porta sbattendola. "e pure il capo è stronzo..."
si alzò e si diresse verso il bagno e malinconicamente chiuse la porta a chiave. si fermò davanti allo specchio che le proiettava, tra le gocce asciugatesi, la sua faccia normale e senza sussulti di bellezza. "e sono anche un cesso..."
fu mentre cercava di entrare con lo sguardo nei suoi occhi che notò una luce mai vista prima e la figura riflessa sorrise. si scostò di scatto, impaurita. si riavvicinò a guardare meglio. con la manica della maglietta di cotone pulì lo specchio, ma la sua immagine era lì, sorridente e solo il movimento, di quando in quando, degli occhi che sbattevano, la rendevano reale, viva.
non sentì quando qualcuno bussò alla porta. era assorta davanti a quell'immagine di sè, bella e luminosa, che credeva non le appartenesse. si scoprì a farle le boccacce. si metteva di fianco al lavello e la guardava di traverso. si abbassava e si rialzava, mimando con la bocca quel "cu-cù!" che si fa ai bambini per farli sorridere. ora, sorrideva ella stessa.
l'immagine, senza mutare espressione, la seguiva con lo sguardo. quando Elisa scoppiò in una risata, l'immagine le disse: "sai sorridere. non scordarlo più".
rimase sorpresa alla sua voce sentita dall'esterno e dal fatto che ora lo specchio rifletteva la sua bocca spalancata. il bussare insistente la ridestò. ravvivò i capelli e soprattutto il sorriso e si diresse alla porta. con la chiave in mano si girò verso lo specchio e sorrise a sè stessa. la sua immagine le riservò un occhiolino di approvazione.
iniziò quel giorno la nuova vita di Elisa e da quel giorno il mondo si accorse di lei...
"non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perché non sai mai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso" (Gabriel Garcia Marquez)
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mentre le statistiche dicono che i reati sono in diminuzione (non posso mettere il link: il sotto sito dedicato del Ministero dell'Interno non funziona... sigh!) (che non vuol dire non ve ne siano, ma solo che ce ne sono meno) periodicamente si riparla di "emergenza sicurezza", di gente che vive nel terrore di uscire di casa, di strade notturne "vuote". che forse non vanno a Milano il venerdì sera...
io giro alla sera. anche nelle stazioni dei treni affollate di extracomunitari. al massimo qualche volta qualcuno mi chiede una sigaretta. certo, non sono una bella gnocca, e capisco le donzelle che hanno qualche apprensione in più...
l' "emergenza sicurezza" che vedo io è quella di cui non si parla e non si può parlare. ha la faccia di tipi come quello là sopra. quasi nessuno lo ricoscerebbe, ma è la persona più potente del mondo finanziario, tal Cesare Geronzi. il suo curriculum metterebbe i brividi forse anche a Totò Riina...
il fatto che sia Presidente di MedioBanca e che questa possegga RCS e che questa possegga il "Corriere della Sera" ha fatto sì che di lui non si parli più. eppure...
nel crack della Cirio, lui c'era, ma si parla solo di Cragnotti; nel crack Parmalat, lui c'era, ma si parla solo di Tanzi; nel crack Italcase c'è rimasto, ma con la condizionale: tu, coi suoi reati, non potresti, condizionale o no, aprire nemmeno un'impresa di pulizie. lui dirige la più grande banca italiana. per mettere tranquille le figlie, le ha fatte pizzicare con le mani nel sacco nello scandalo "Calciopoli" (ricordate la GEA World?).
i suoi amici? Ligresti, Colaninno, Carraro... comanda in editoria, in Telecom, sponsorizza "l'Unità", spadroneggia in Italpetroli e tramite questa sulla Roma di Totti. le mani ovunque...
l'emergenza c'è eccome. c'è nelle strade e si vede. ma, perdonate il paragone, preferirei che stasera mi rubassero il portafogli a queste presenze che hanno il potere di affondare il futuro di mio figlio senza che nessuno sia libero di parlarne di poterne parlare...
e continuo a credere che possiamo... "toccarli"...
ah, due righe "ispirate" e più leggere sono anche qua...
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ieri sera leggevo un thriller del '91. mi sono bloccato perchè ho trovato ancora l'espressione "i pneumatici", anzichè quella attualmente polically correct "gli pneumatici". non ho potuto ripensare alla mia maestra che mi impativa queste e tante correzioni, oggi superate:
ma però... insieme con... a me mi... gli pneumatici, appunto, tutte non più meritevoli di striscia rossa e correzione a biro.
qualcuno ha deciso che certe espressioni oggi siano corrette e che alcuni termini siano da declassare perchè, ad es., hanno una possibile accezione offensiva. così invece di fare cultura sul fatto che essere "negro" non sia una condanna divina, si bandisce la parola...
negro - nero;
handicappato - diversamente abile;
normale - normodotato;
alcune parole si inventano di sana pianta allo scopo di rendere positivo qualcosa che "sa" di negativo:
inceneritore - termovalorizzatore (è in corso una procedura di infrazione contro l'Italia in quanto questo termine è fuorviante);
gli esempi non mancano. l'importanza delle parole e il loro uso scorretto dovrebbe spaventarci. si può arrivare a dire e tutto e il suo contrario e smentirlo subito dopo (riconosciuto qualcuno?). oggi si usa largamente "populista" con accezione negativa senza sapere chi fossero i populisti; e il "fa demagogia" in bocca ai nostri politici, ma solo quando parlano di chi li mette in discussione, dovrebbe dare fastidio.
personalmente da abbronzato sembro negro; sono un normale handicappato, come credo parecchi, evidente dal fatto che sono populista e odio i demagoghi. e a carnevale anche quest'anno andrò alla festa per gli handicappati e presto li riporterò in gita con un'associazione locale. credo che gireremo alla larga dagli inceneritori. ah, il pullman, ovviamente, avrà I pneumatici...
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