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premesso che non ho pregiudizi verso gli uomini che adottano strumenti prettamente femminili (da sempre ho i capelli lunghi, tranne adesso, e gli orecchini, tre braccialetti... anche la statura da donna, a ben pensarci... tutto normale, oggi, meno trent'anni fa), sono colpito dal numero in espansione di "maschi" lampadati e con le sopracciglia rifatte.
grazie all'amica Sara del bar qui di fianco, che non ha solo le più belle tette della provincia, ma anche erudizione sul fenomeno detto "tronisti", scopro che la trasformazione culturale parte verosimilmente dai fighetti della De Filippi (che lanciasse mai qualcosa di intelligente in vita sua, che so, il marito dal balcone?).
così, dopo questa ulteriore evoluzione del "macho", auguro a tutte le donzelle etero che il prossimo passo non sia che la nuova generazione di "machi" nasca già con la patata... depilata, of course...
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Sarò sigaretta se vorrai farti del male.
E temporale se è rabbia che devi sfogare.
Incrocerò fulmini e tesserò lampi nei giorni bui.
Spirerò venti a cacciar malinconie.
E bassa marea per sfamarti di telline.
Corrente di fiume non reggerà il confronto se è fretta ad animarti.
Indosserò ali potenti perché tu possa toccare il sole e baciar le stelle.
Mani come piume disseteranno la tua pelle,
labbra come rugiada la rinfrescheranno.
Sarò vapore se vorrai star sola,
giullare per strapparti un sorriso.
Padre per le tue confessioni di bambina,
uomo per trascinarti al di là degli ostacoli.
Brezza di mare per allietare il sonno,
profumo di lavanda a distendere l'anima.
Soffocherò il prigioniero ribelle e i suoi tentativi di fuga.
Annegato è già, il dispensator d'affetti.
Ma tu amami, stella del mattino, linfa vitale,
amami, arcobaleno lunare, aurora boreale,
sole notturno cui devo la mia insonnia.
Che del tuo amore mi possa nutrire
e che per esso mi possa felicemente consumare.
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diciamo che da quindici anni faccio slalom fra indagini, processi e accuse pesantissime.
che sono stato anche latitante per un anno.
che quando hanno pizzicato due importanti camorristi sequestrando loro valori per 50 miliardi di euro, io ero a dirigere due loro aziende nel nord.
diciamo che io abbia due condanne per bancarotta fraudolenta, una del 2004 e una del 2007.
diciamo che, grazie a una società che ho in Svizzera, ho comprato aziende storiche italiane come Giglio, Polenghi, Corticella e la Pezzullo (pasta).
diciamo che Mediobanca mi ritenga ora l'acquirente ideale per Buitoni, altra storica azienda nostrana.

mettiamo anche che io abbia questa faccia qua. ah, mi chiamo Angelo Mastrolia.
ergo:
supporre che tramite me la camorra stia investendo in aziende del settore alimentare per riciclare il denaro sporco;
che Mediobanca, del pregiudicato Geronzi, lo sappia e sia d'accordo;
che siamo uno Stato dove le mafie sono in tutti i vertici (politici, economici) e che noi stiamo a guardare come imbecilli, è esagerato?
(fonti: IlDenaro, Spreconi.it, Il Fendente, Wikipedia)
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"Quanti colori di sassi di fiori di strade di muri
di auto che vanno di vele nel mare accese dal sole"...
la stanza è pregna. svanito il tuo timido profumo. acre l'odore del tuo sesso. e del succo del mio.
saliva sparsa ovunque a intrecciare sudore...
"... terra bagnata, vernice, caffe’, di menta e amarena
il tuo profumo mentre ti bacio la schiena"...
arrossati e ancora accesi. sorpresa la tua pelle dalla mia barba incolta.
e i glutei dall'avidità di te delle mie mani.
"... e quante cose sento con le mie mani
la sabbia, il tuo seno, poi sento che tremo mentre ti stringo le mani"...
il fremere dei corpi. i brividi che generarono. scossero gli occhi l'intimo più profondo, quello cui ci concedemmo l'accesso.
scoprirci due e desiderare, di nuovo, essere uno. nero termporale. marrone di terra assetata. spunta l'arcobaleno.
la doccia può aspettare ancora...
(in testa, manco a dirlo, Colori di Luca Carboni)
P.S. hanno pubblicato il mio suidicio proprio QUI! :-D
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il mio boicottaggio alle olimpiadi che stanno per partire sarebbe passato, nelle intenzioni, attraverso la totale indifferenza: niente TV, niente giornali. niente parlarne, soprattutto. nemmeno sul blog.
invece quanto trovato dall'amica Monica mi obbliga a parlarne per dare, nel mio piccolo, lustro a uomini di cui dovremmo essere orgogliosi.

invito a passare da lei, cosa potrei dire di più o meglio? >>>
nell'anno in cui ammazzarono prima Luther King, poi Kennedy, la plateale protesta di Kareem Abdul Jabbar, i segni silenziosi di Tommie Smith e John Carlos (nella foto), ma anche di Lee Evans, Ron Freeman e Larry James, della piccola Vera Caslavska, rimangono come i gesti di uomini e donne che hanno il coraggio di dire "NO" senza offendere e pagando di persona. un coraggio difficile da trovare oggi.
oggi mi sento Peter Norman, australiano, che solidarizzò con loro. ed era bianco...
(fonti, Monica, Enciclopedia Treccani. in testa malinconia, quindi, La Volpe, Fossati; in tema, Cohiba, Daniele Silvestri)
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(immagine rubata all'amica Franca)
Non chiedermi di che Amore ti amo. È di quello che so. Di quello che posso.
Chiediti se come ti amo è in armonia col tuo bisogno di essere amata.
Che tu sia bella come il pezzo gospel di “Prelude to...” o fresca come un acquazzone estivo non ti permette di cambiarmi. Non di rinchiudermi fra quattro mura e chiamarla casa che, sai, il mio aereo è fuori e mi attende quale moderno Finch-Hatton.
Chiediti se saprai aspettare i miei ritorni e godere del mio esserci quando potrò esserci, quando il richiamo di noi si farà insopportabile.
Io non ti chiederò chi ha preso il mio posto quando non c'ero, tu non farlo mai. Che il mio sentirmi tuo proteggerà il mio cuore da insidie esterne, ma della bocca, chissà?
Che il mio sentirmi vivo non può prescindere dalla terra e dal cielo, dai paesaggi che cambiano più o meno velocemente a seconda di quanto pesa il piede sull'acceleratore.
Dal prendere altri uomini per il collo e trascinarli nella più fantastica delle avventure, dimostrando che, passo dopo passo, il sentiero si svela e il successo è solo un nuovo punto di partenza.
Ti amerò di ore al telefono ad ascoltare la tua voce, di passeggiate tra i fiori che diventeranno fieno per lasciare il posto al brullo inverno. Di mani avide di te perché sei mancata e mai stancate dal tuo esserci sempre.
Ti amerò di posti nuovi che vorrò condividere con te e dei tuoi racconti a colmare le mie assenze.
Ti amerò di un figlio o più che vorrei coi tuoi occhi e il tuo intelletto e a cui insegnare ad amare le cose per quello che sono e non per quello che vorremmo fossero.
Ti amerò fino al giorno in cui qualcuno ti avviserà che il mio aereo è caduto e io non ci sono più perché non posso tollerare l'idea che la morte mi prenda quando non so più tenere la cloche della mia vita.
Ti amerò, sì, ti amerò...
Io ti amo. Dimmi, tu ami me?
(in testa Cigarettes and Coffee di Scialpi - chissà perchè...)
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nel mio peregrinare di questi mesi, forzato, parrebbe, uno sballo, in realtà, scopro e riscopro che viviamo il privilegio di essere nati, o arrivati, in Italia. bella da mozzare il fiato in ogni angolo sul quale italiano non abbia messo mano. per fortuna, ancora tanti...
ma tra le ragioni per cui amo la nostra terra è che l'inventiva, la creatività, lo spirito artistico, non sono mai morti. abbiamo talenti più apprezzati all'estero che in Italia, pare, come Rossella Drudi, sceneggiatrice di successo e autrice di un bellissimo thriller, "Prendimi e uccidimi", da leggere tutto d'un fiato. il suo essere sceneggiatrice prima che scrittrice si percepisce, ma il suo essere asciutta e essenziale pare più un pregio che un difetto.

si può acquistare da QUI
di quanto adori Pina Varriale, scrittrice napoletana, vanto nazionale direi, ho già detto QUI. il suo "Ragazzi di Camorra" sta vincendo (premi a go-go) e convincendo anche i media nazionali. da non perdere soprattutto se avete figli pre o adolescenti.
si acquista QUI
Annamaria Trevale, si presenta col suo "Solitudini" e mi prende subito. in realtà è il suo terzo libro, ma io la scopro in ritardo. in tempo per rifarmi con i primi due. soprendente, "Solitudini", perchè a dispetto del titolo è un libro positivo. scritto come solo Annamaria sa fare.

si compra da QUI.
Marcantonio Colonna è un amico scoperto da poco. ha pubblicato due cd con le cover, da lui interpretate, di canzoni emozionanti italiane. ho ascoltato il primo, con cover di Zarrillo, Ramazzotti, ecc.
ha deciso di chiederci dei soldi per sostenere un'associazione ONLUS e mi associo assolutamente. immaginando non disponga di tutti i trucchi che usano i grandi per correggere gli errori, credo che il nostro meriti un plauso per l'interpretazione e la voce.

si ordina gratuitamente da QUI.
splendido il nostro Paese! splendide queste risorse che meritano tutto il nostro sostegno e affetto!
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un altro milione di chilometri...
cos'è che mi porta a credere che passo dopo passo, firma dopo firma, un manipolo di uomini cambierà il mondo...
che dormire in letti di fortuna o in macchina sia la vera vita...
che non mi fa accontentare di mangiare merda come le mosche e mi fa essere alzato quando il mondo dorme a lanciare sfide e a prepararmi ad esse...
chi ha deciso che sarei stato aquila che dall'alto scruta per diventare oca e migrare quando la stagione chiama...
per chiamare a raccolta altri folli e puntare più in alto spostando paletti più in là, ancora più in là...
che non mi fa accontentare della birra davanti alla tele e di un divano cui cambiare spesso tessuto...
che mi fa usare le stesse maglie che non mi frega di pescare in fondo al cassetto a cercarne altre...
il disprezzo per l'avere e la smania di essere, da dove vengono...
che stamattina ho il mondo ai miei piedi in questo casolare arrangiato e le colline che fanno la ola all'intorno...
il tizio verrà, oh, se verrà! perchè il suo bisogno di avere rende indispensabile chi è in grado di fare non sospettando di essere solo strumento per un altro, necessario, obbligatorio, passo avanti...
braccia alzate e corse come dopo un gol. abbracci tra amici, compagni di squadra, per una nuova vittoria...
da snobbare la coppa servita da inetti incravattati che il nostro vincere è nostro e non ha bisogno di riconoscimenti esterni...
in testa "Ghost Story" di Sting
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ci sono addii che hanno bisogno di sbraiti e ceffoni almeno mimati.
addio con cena al lume di candela per cominciare e tra le sue cosce a finire.
addii nemmeno pronunciati, intuiti dal silenzio perenne o scanditi dall'inutile squillo di un telefono.
addii furono nemmeno sospettati da coloro che non immaginavano fossi stato loro.
addio non potei dirtelo perchè non immaginavo che l'indomani non ci saresti stato più e non avevo capito che la morte, prima o poi, porterà il conto anche a te.
addii durano mesi, bottiglie di bourbon al seguito e ferite temporaneamente suturate da lingue in prestito. da strappare i punti, da stappare altre bottiglie.
le persone passano, promesse ventilano. è addio ogni volta che scollo gli occhi da ciò che poteva e non fu mai.
è addio se mi cerchi e non mi faccio trovare perchè vaffanculo non è un modo poetico di dirti smettila di cercarmi.
addio è guardarti negli occhi, dirti che mai avrei pensato di pensare di nuovo a una vita senza di te, ma senza parlare che le parole, se mi stai guardando, non servono affatto.
è addio sancito dall'unica lacrima, ribelle come il ragazzo di Tienamen, che decide di non stare dove le altre sono state ricacciate.
così, sogno infranto, stagione mai sbocciata, felicità sfiorata, incanto a mezz'aria, addio...
(in testa Patrizia, Eugeio Finardi)
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dopo il dito medio durante l'Inno nazionale;
dopo aver dichiarato d'essere il nuovo Alberto da Giussano (forse nemmeno mai esistito);
è attesa una nuova performance di Bossi: reciterà la filastrocca dei "trentatre trentini". senza sputare...
(in testa oggi "Karma Police" dei RadioHead... mica che ce lo vengano ad arrestare? no, eh...)
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