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Non ho mai sentito di guerre decise da donne. Se nella mia ignoranza ho perso qualcosa, di certo si tratta di qualche rara eccezione.
Raramente una moglie picchia il marito. O ammazza un figlio. O rapina una banca.
Quasi mai fanno a botte allo stadio o appiccano fuochi alle foreste.
Non le vedo dirigere le aziende che più inquinano, più schiacciano nelle logiche del massimo profitto, adesso, subito, “e le prossime generazioni si fottano”.
Le vedo madri premurose che come “madre Terra” continuano a dare mentre noi, appena ci sentiamo non visti, combiniamo marachelle.
Le vedo pazienti. Pettegolano. Che noi no?
Voglio un mondo in rosa. Gentile, garbato, educato. Con la forza che solo la delicatezza sa esprimere. Con la capacità di ascoltare, con la prontezza a un sorriso e a una carezza.
Con la capacità di spendere una lacrima mentre sentono sulla propria guancia lo schiaffo che la vita ha dato a te.
L'8 marzo, fatemi voi un regalo. Tingete di rosa questo mondo. Liberatevi dei tentativi di sembrare uomini. Se la Terra è Terra e il cielo è cielo ci sarà un perché.
Voi Terra e noi, cielo, finalmente a guardare. E qualche volta a piangere per irrigarvi e assistervi.
Lacrime, ovviamente, rosa...
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